Cannabis e tumori

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La Cannabis può davvero essere utile nella cura del cancro?
Gli studi dimostrano che la Cannabis è in grado di attenuare gli effetti collaterali delle terapie tradizionali, ed è attualmente riconosciuta e prescrivibile per l’impiego medico contro alcuni dei sintomi correlati ai tumori.
In questo articolo, esamineremo i benefici e i meccanismi d’azione dei cannabinoidi contro vari tipi di neoplasie.

Cos’è il cancro

Il cancro, detto anche neoplasia o tumore , consiste in una massa di cellule anomale che cresce in eccesso ed in modo scoordinato e spesso è in grado di invadere altri tessuti corporei, causando metastasi.
Esistono moltissimi tipi di neoplasie differenti, che rappresentano, dopo le patologie cardiovascolari, la principale causa di morte nel mondo.

Le cause del cancro

Il cancro è principalmente una malattia ambientale, siccome solo il 5-10% dei casi è attribuibile a cause genetiche, mentre il restante 90-95% a fattori ambientali.

Attualmente sono diversi i fattori ambientali riconosciuti come causa del cancro, tra questi vi sono:

  • il fumo (25-30%)
  • l’alimentazione
  • l’obesità (30-35%)
  • le infezioni (15-20%)
  • le radiazioni ionizzanti
  • lo stress
  • gli ormoni
  • la mancanza di attività fisica
  • gli inquinanti ambientali.

È quasi impossibile dimostrare ciò che ha causato un tumore in un singolo individuo, in quanto nella maggior parte dei casi vi è una compartecipazione di più cause possibili.

Cure tradizionali contro il cancro

Siccome è una malattia molto eterogenea, combatterla terapeuticamente è una sfida estremamente difficile; infatti la prognosi per questa patologia è tra le peggiori, in quanto circa la metà delle persone in cura per il cancro invasivo muoiono per causa di quest’ultimo o per via del trattamento.

Coloro che sopravvivono hanno un rischio doppio di sviluppare un secondo tumore rispetto a coloro a cui non è mai stato diagnosticato, e questo è dovuto sia ai precedenti fattori di rischio, non ancora eradicati, sia per gli effetti avversi della terapia stessa, che anche per le molteplici analisi invasive di screening.

I trattamenti ad oggi impiegati e ritenuti come “efficaci” dalla medicina tradizionale sono chirurgia, chemioterapia, radioterapia e cure palliative. Tutti questi presentano ovviamente effetti indesiderati, a volte anche più debilitanti della patologia stessa, e non assicurano la completa eliminazione del tumore e delle relative metastasi.

Nonostante diversi rimedi alternativi siano in via di sviluppo, ed alcuni di essi abbiano dato dei risultati molto promettenti (come terapia laser, risonanza magnetica focalizzata, trattamento con ultrasuoni, immunoterapia), il loro impiego attuale è limitato da alcuni vincoli, come i costi proibitivi, la necessità di macchinari specifici di scarsa diffusione, la necessità di più approfondite prove cliniche.

Determinati estratti botanici si sono dimostrati efficaci in studi scientifici preliminari contro i tumori, tra cui la Cannabis.

Marijuana e cancro

La marijuana terapeutica è attualmente riconosciuta e prescrivibile per l’impiego medico contro alcuni dei sintomi correlati ai tumori e/o agli effetti avversi delle terapie tradizionali.

La cannabis è ormai nota e trova sempre più largo impiego come:

  • antinausea ed antiemetico, causati da radioterapia e chemioterapia
  • stimolante dell’appetito, contro cachessia, anoressia nervosa e come coadiuvante nelle terapie oncologiche
  • antidolorifico, sia locale che per dolori neuropatici, anche nei dolori cronici refrattari alle terapie convenzionali
  • rilassante, sedativo e per migliorare l’umore, con risvolti positivi anche sul sistema immunitario

Proprio per questo motivo la cannabis light è un’ottima candidata, siccome con un solo composto è possibile trattare varie problematiche indotte sia dalla malattia che dai chemioterapici.

Anche se gli effetti antinausea ed antidolorifici della cannabis sono ormai ben documentati, i suoi effetti anticancro, invece, sono ancora da comprovare a livello clinico.

Tuttavia, i risultati si sono mostrati molto promettenti, anche più di alcuni farmaci attualmente utilizzati, senza però presentarne i relativi effetti avversi.

Effetti e meccanismi d’azione della Cannabis

I principi attivi della cannabis maggiormente studiati in questo ambito sono CBD (Cannabidiolo, non psicoattivo, contenuto nella cannabis light) e THC (tetraidrocannabinolo, psicotropo euforizzante, contenuto nella marijuana).

I principali effetti e meccanismi d’azione degli estratti di Cannabis, riscontrati in laboratorio contro vari tipi di neoplasie sono:

  • i cannabinoidi riducono il tasso di crescita dei tumori e possono scatenarne meccanismi di morte cellulare programmata, tramite il legame con i recettori CB1 e CB2
  • CBD e THC causano una drammatica regressione di tumori tipo gliomi, in test sui topi
  • I vari cannabinoidi contenuti negli estratti di cannabis possono ridurre le dimensioni dei tumori ed aumentare l’aspettativa di vita dei topi che ne erano malati
  • Il THC induce l’apoptosi (“suicidio” cellulare) nelle cellule tumorali senza esprimere effetti neurotossici o citotossici verso le cellule sane
  • Il CBD limita la migrazione e la proliferazione dei tumori, inibendo i recettori VDCA1 localizzati nei mitocondri, centrale energetica della cellula
  • I cannabinoidi sono antiangiogenici, ostacolando la formazione dei vasi sanguigni che alimentano le cellule tumorali
  • Il CBD, agendo sui recettori CB2 ha un effetto antiinfiammatorio ed immunomodulante, risultando efficace anche in forme di leucemia molto aggressive
  • I cannabinoidi velocizzano i processi di “pulizia interna” della cellula, tramite un meccanismo chiamato autofagia, permettendo anche l’eliminazione di cellule malfunzionanti e/o anomale
  • La natura lipofila dei cannabinoidi li rende in grado di oltrepassare la barriera ematoencefalica, risultando efficace anche nel cervello, dove altri farmaci non riesco ad arrivare
  • Il CBD, antagonizzando i recettori MRP1 (multi-drug resistance protein 1), SLC29A1 e CDw338, è in grado di contrastare i meccanismi di resistenza tumorale contro i più comuni chemioterapici, ed amplifica quindi l’efficacia di quest’ultimi;

In conclusione

Anche se questi effetti sono in via sperimentale, si è notata la tendenza per una maggiore efficacia verso gli estratti di cannabis contenenti vari cannabinoidi rispetto che usando i singoli composti isolati.

Inoltre, gli effetti riscontrati sono dose-dipendente.
Questi risultati preliminari, per quanto promettenti, necessitano di ulteriori approfondimenti, sia per confermare gli effettivi benefici clinici, che per trovare le dosi più opportune.

Tuttavia, resta confermato come la Cannabis possa essere, se non la cura, almeno un buon palliativo per contrastarne la maggior parte degli effetti avversi e permettere ai malati oncologici di poter continuare a vivere una vita dignitosa anche durante il trattamento.

Fonti

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