Cannabis terapeutica in Italia

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Normativa italiana

Con il Decreto del 18/04/2007, il THC, come sostanza pura, viene inserito nella lista delle sostanze stupefacenti utilizzabili per la fabbricazione dei medicinali ed è stata consentita l’importazione dei farmaci a base di essa.

Con il Decreto ministeriale del 23/01/2013 viene aggiunta la frase “medicinali stupefacenti di origine vegetale a base di Cannabis (sostanze e preparazioni vegetali, inclusi estratti e tinture)”, riconoscendo finalmente l’impiego della cannabis a scopo terapeutico.

Col successivo decreto del 9/11/2015 è stato istituito l’organo nazionale della cannabis, identificato con il ministero della salute e sono stati chiariti vari aspetti, tra cui somministrazione, prescrizione ed approvvigionamento, e la coltivazione da parte di un organo identificato con lo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze.

Cannabis terapeutica: come ottenerla ed ostacoli principali

In Italia, la cannabis terapeutica è prescrivibile da qualsiasi medico per qualsiasi patologia per i quali siano disponibili studi scientifici accreditati sull’efficacia, a patto che i trattamenti convenzionali per quella patologia si siano dimostrati inefficaci.

Tramite ricetta bianca, eseguibile anche dal medico di base, è possibile recarsi in farmacia per acquistare il prodotto a pagamento.
Il paziente resta anonimo, in quanto non vengono riportate le sue generalità in ricetta, ma un semplice codice alfanumerico che permette al medico curante di collegarlo alla sua identità.

È anche possibile, però, far coprire le spese dal sistema sanitario nazionale, ma in questo caso è necessario che uno specialista stilli un piano terapeutico da seguire e nella ricetta dovrà comparire il codice fiscale del paziente, come richiesto per legge per tracciare i farmaci mutuati.

Non tutti i medici sono propensi alla prescrizione di cannabis, sia per la loro scarsa preparazione in materia, che per vari pregiudizi, anche se è consentito legalmente ormai da anni.

Per questo motivo è consigliabile rivolgersi a centri specializzati o che aderiscono esplicitamente a trattamenti a base di cannabis.
Una volta ottenuta la ricetta, la farmacia fornirà i preparati a base di cannabis, a patto che ne abbia disponibilità a magazzino.

Proprio quest’ultimo punto è un altro dei paletti in cui è possibile incorrere, in quanto dispongono del prodotto esclusivamente farmacie galeniche, e spesso ne sono sprovviste anche loro, considerando i problemi di reperibilità ed i limiti d’importazione/produzione imposti dalle leggi attuali, non sufficienti per soddisfare la richiesta interna del paese.

Patologie per le quali è utile

Grazie alle loro proprietà neuroprotettive, miorilassanti ed analgesiche, i preparati a base di cannabis possono offrire miglioramenti principalmente nei pazienti con patologie neurodegenerative, croniche, con dolore e spasticità.

Le principali malattie per le quali è possibile prescrivere la marijuana medica sono:

  • cachessia, anoressia, anoressia nervosa, pazienti oncologici e/o affetti da AIDS (come stimolante dell’appetito)
  • dolore cronico o associato a sclerosi multipla, SLA e/o lesioni del midollo spinale
  • nausea e vomito, causati da chemioterapia, radioterapia e terapie da HIV- sindrome di Gilles de la Tourette (per ridurre spasmi e movimenti involontari)- glaucoma (per l’effetto ipotensivo)

Tuttavia, è bene ricordare che in Italia l’uso della cannabis terapeutica, trattandosi di una terapia non ancora riconosciuta dalla medicina ufficiale, è permesso solo nel caso in cui le terapie convenzionali si siano dimostrate inefficaci.

Altri disturbi, per i quali non è stata espressamente autorizzata, ma sui quali sono disponibili dati clinici di efficacia, sono:

  • insonnia
  • cefalea
  • dolori mestruali
  • stress- epilessia ed epilessia refrattaria
  • fibromialgia
  • depressione
  • morbo di parkinson
  • morbo di alzheimer
  • psoriasi
  • sindrome da astinenza
  • morbo di Crohn

Cannabis terapeutica: dosaggi e rischi

Solitamente le dosi prescritte variano tra i 20 ed i 60mg, fino ad arrivare in rari casi a 100-200mg.

Anche se sembrano dosaggi molto bassi, sono stati decisi da medici specialisti per ovviare agli effetti psicoattivi della pianta, pur mantenendo i benefici terapeutici.

Non ci sono limiti d’età per la somministrazione, anche se è preferibile evitare in pazienti pediatrici (tranne preparati con alto CBD per epilessia infantile), adolescenti, donne gravide, durante l’allattamento, in pazienti con pregressi disturbi psichiatrici, cardiaci o di tossicodipendenza.

I possibili effetti collaterali, transitori e presenti soprattutto ad alti dosaggi, sono: capogiri, malessere, stati ansiosi, stordimento, sedazione, alterazioni dell’umore, nausea.

È anche presente il rischio d’abuso e di dipendenza, praticamente inesistente se si rispettano i bassi dosaggi consigliati.

Inoltre, come dichiara l’OMS, non sono presenti rischi per la salute conseguenti dall’uso terapeutico di cannabis, anche se è bene ricordare che non è consentito utilizzarla prima di guidare o svolgere operazioni pericolose che richiedono attenzione, in quanto potrebbe alterare la veglia, i riflessi e la capacità di svolgere scelte adeguate nel minor tempo possibile.

Prodotti disponibili e costi

La cannabis terapeutica può essere dispensata sotto varie forme:

  • cartine contenenti l’infiorescenza come tale, da vaporizzare per assunzione inalatoria o per decotti per via orale;
  • capsule, compresse, masticabili, contenenti il principio attivo estratto- estratti galenici (olii, tinture, resine)
  • dermocosmetici (creme, colliri, impiastri)

Le principali materie prime con le quali è possibile realizzare dei preparati, si distinguono per provenienza e percentuali dei principi attivi contenuti.

I prodotti più noti sono:

  • Bedrocan, prov. Olanda, THC 22% CBD<1%
  • Bedrobinol, prov. Olanda, THC 13,5% CBD<1%
  • Bediol, prov. Olanda, THC 6,3% CBD 8%
  • Bedrolite, prov. Olanda, THC <1% CBD 9%
  • Bedica, prov. Olanda, THC 14% CBD<1%
  • Cannabis FM1, prov. Italia, THC 13-20% CBD<1%- Cannabis FM2, prov. Italia, THC 7-8% CBD 8-12%
  • Pedanios 22/1, prov. Canada, THC 22% CBD<1%
  • Pedanios 8/8, prov. Canada, THC 8% CBD 8%
  • Aurora 1/12, prov. Canada, THC 1% CBD 12%
  • Dronabinol, prov. America, THC puro
  • Sativex, prov. Inghilterra, spray con THC:CBD 1:1
  • Epidiolex, prov. America, soluzione orale con CBD

Anche se fissi ed uniformati sul suolo italiano con dei tabellari da seguire, i prezzi variano da prodotto a prodotto, ed in base alla lavorazione che ha dovuto subire: le infiorescenze si aggirano ad un costo di 9€/g + iva ai quali poi bisogna aggiungere i costi di preparazione e dei materiali impiegati.

Fonti

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