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I Terpeni, cosa sono?

terpeni

terpeni sono biomolecole ovvero dei composti naturali che conferiscono particolari profumi e gusti alle piante.

Non vengono prodotti solo dalle piante (le conifere specialmente) ma anche da alcuni insetti, si trovano anche nelle resine e negli oli essenziali.

Sovente gli aromi utilizzati nel cibo e nei profumi sono derivati da terpeni o terpenoidi naturali.

Tuttavia, questo termine viene associato principalmente alla cannabis light: scopriamo insieme quale ruolo gioca nell’erba legale.

Qual è la funzione dei terpeni?

I terpeni hanno diversi ruoli, difendono molte specie di piante da predatori o da microrganismi difatti le maggiori interazioni sono di tipo pianta-insetto.

In alcune piante, invece, il ruolo di queste molecole è quello di attirare gli insetti impollinatori.

Come dicevamo si tratta di biomolecole suddivise in classi per via del numero di unità di isopreni di cui sono composte.

In generale, si distinguono:

  • monoterpeni,
  • diterpeni,
  • triterpeni,
  • sesquiterpeni.

Molti terpeni seguono la regola dell’isoprene, ovvero sono formati da unità di cinque atomi di carbonio con struttura isoprenica e gli isopreni sono legati tra loro secondo il sistema testa-coda.

I terpeni, inoltre, non vanno confusi con i terpenoidi che sono composti con proprietà diverse a seconda della loro struttura biochimica.

Qual è il ruolo dei terpeni negli oli essenziali

Effettivamente questo dei terpeni sembra un concetto un po’ astratto, proviamo a renderlo più concreto.

Quando tagliamo un rametto di rosmarino e ne annusiamo la fragranza, quando spezzettiamo le foglie di menta o tagliamo un limone sentiamo le fragranze che sono liberate dai terpeni.

Le piante hanno quel determinato profumo grazie alla combinazione di queste molecole.

Quando un aroma è molto intenso allora sappiamo che quella pianta contiene una grande varietà, e quantità, di terpeni.

Sappiamo inoltre che gli oli essenziali hanno precise capacità e caratteristiche, alcuni ad esempio sono rilassanti, e questo è sempre merito delle molecole.

Quali sono i più diffusi in natura?

Sicuramente tra i più diffusi vi sono:

  • Limonene,
  • Mircene,
  • Pinene,
  • Beta-Cariofillene,
  • Linalolo.
  • Ecco quali sono le loro caratteristiche:

– Limonene

È il classico terpene degli agrumi. Fra i suoi benefici citiamo:

  • diminuzione dello stress
  • migliora l’umore
  • allevia il reflusso gastroesofageo
  • proprietà antimicotiche e antibatteriche
  • – Mircene

Ha un odore muschiato, erbaceo e terroso, lo possiamo sentire nei chiodi di garofano ad esempio. È presente in grandi quantità nelle specie di canapa sativa. Ha proprietà rilassanti, allevia lo stress ed aiuta ad addormentarsi.

– Pinene

È il terpene che conferisce alle piante il caratteristico aroma di pino e abete. Ha effetti balsamici, aiuta a rilassarsi e promuove il buonumore.

– Beta-Cariofillene

E uno dei terpeni che conferisce alla cannabis un aroma speziato, legnoso e pepato ed è in grado di promuovere sensazioni di gioia ed euforia, migliora l’umore e contrasta lo stress.

– Linalolo

Questo terpene ha una fragranza pungente, quella che caratterizza la lavanda ed ha proprietà rilassanti.

Come vengono usati?

Principalmente sono impiegati in questi settori:

  • Industriale,
  • Farmaceutico,
  • Cosmetico,
  • Alimentare.

Facciamo un esempio: i piretroidi vengono usati nell’agricoltura come insetticidi, mentre alcuni terpeni sono ancora in fase di studio per poterne sfruttare i benefici in campo farmaceutico.

I terpeni e la canapa

Prendiamo in esame la canapa sativa: contiene 120 tipologie terpeniche differenti.

Ognuno di essi concorre al corretto equilibrio metabolico della pianta e costituisce anche una barriera difensiva contro parassiti, insetti e funghi.

Nelle infiorescenze troviamo soprattutto i monoterpeni, come il limonene, che è antiparassitario ma anche antimicotico e conferisce un sapore amaro che lo rende poco invitante agli erbivori.

I terpeni della cannabis vengono isolati con il metodo di estrazione con alcol o CO supercritica che isola tutti i componenti essenziali della pianta di canapa senza recare danni.

Tramite questo sistema deriva un estratto di CBD completo in tutti i suoi elementi.

È stato studiato che i terpeni della canapa, hanno sull’organismo umano, diversi effetti benefici: migliorano l’umore, ad esempio, rafforzano le difese immunitarie, aumentano l’appetito e migliorano la qualità del sonno.

I terpeni, in alcuni casi, possono agire nella riduzione degli effetti ansiolitici causati dal THC, amplificando i benefici dei cannabinoidi come CBD, CBN e CBG

Erba legale online, come comprarla?

erba legale online

Ad oggi, sempre più persone, acquistano erba legale online per i suoi incredibili benefici quali:

  • stimolazione nella produzione di serotonina,
  • riduzione dell’ansia,
  • cura i disturbi del sonno,
  • contrasta l’invecchiamento delle cellule.

Ci sono due modi per comprare l’erba legale: andare in un cannabis light shop oppure acquistare online.

Abbiamo pertanto deciso di ideare una guida all’acquisto della canapa legale onde evitare di incorrere in truffe o in spese non certificate.

Come comprare l’erba legale online?

In realtà di siti ce ne sono tanti, la questione non è tanto come, quanto e cosa acquistare, infatti la procedura è molto semplice: si cerca su Google, si apre il sito, si sceglie il prodotto, si paga e l’acquisto arriva a casa. Molto facile.

Tutta la differenza la fa dove si compra: ci sono negozi seri ed affidabili e negozi che non lo sono per niente.

Cosa si rischia comprando in un negozio non sicuro?

Di ricevere canapa di pessima qualità, magari vecchia, magari povera di CBD.

Per acquistare la canapa light, inoltre, occorre essere maggiorenne e si deve sapere che, in Italia, è vietato utilizzarla se non per uso tecnico.

Come scegliere i siti dell’erba legale giusti

In primis c’è da verificare se i prodotti sono certificati.

La canapa deve essere bio, coltivata senza l’ausilio di pesticidi e fertilizzanti chimici.

È molto importante informarsi su chi vende, ovvero: come viene coltivato il prodotto? Quali tecniche si usano? Che esperienza e conoscenze ci sono sulle tipologie di cannabis?

Soprattutto: dove viene coltivata la cannabis?

Infatti, ci sono metodi per ottenere una fioritura migliore e più ricca di CBD.

Altra cosa importante: i lotti vengono analizzati per esser sicuri che si tratti di cannabis legale, ciò significa che prima della vendita il prodotto deve passare per il laboratorio ed essere analizzato, ciò serve a stabilire che il THC sia nella norma.

Quali sono i vantaggi del comprare canapa legale online?

In primis, sicuramente, il fatto che sia sempre a disposizione; non tutte le città hanno un CBD shop, oppure in alcune vi è un negozio ma magari è lontano e può essere stressante affrontare il traffico ed il caos.

Quindi, perché non ordinarla comodamente da casa?

Si può scegliere con calma il prodotto, verificare che sia un sito serio e poi si riceve l’articolo scelto a casa.

Nel negozio di solito è difficile scegliere con calma, fra il venditore e i clienti in attesa; acquistare online è molto meno stressante

Chi può produrre canapa legale?

Domanda interessante: siamo sul sito, stiamo scegliendo il prodotto e poi ci coglie il dubbio “Ma questi che la vendono possono produrla?”.

Secondo la legge 242 del 2016 non esistono restrizioni di alcuna categoria per la coltivazione; può farlo chiunque senza avere l’obbligo di farne denuncia alle FFOO, attenzione però: i semi utilizzati devono far parte della lista delle sementi certificate dall’UE.

Consigli per acquistare online

Tra i migliori portali on line, non possiamo non menzionare CBDCollection.it.

CBD Collection nasce nel 2017 dalla collaborazione fra due amici che vogliono iniziare a commercializzare la cannabis light legale.

Il team si compone di figure che hanno competenze diversificate (dal mondo agricolo, a quello informatico e digitale).

I prodotti sono tracciabili e garantiti, viene selezionato solo il meglio dalle produzioni.

L’Azienda ogni giorno studia e perfeziona le nuove genetiche di cannabis light, analizza le nuove tecniche di coltivazione e trasformazione della materia prima.

Le piante sono tutte controllate e verificate per ottenere un prodotto di alta qualità.

Olio CBD: quali sono i migliori e quali comprare

oli cbd

Ti hanno incuriosito l’olio  CBD?

Vuoi saperne di più?

Sei nel posto giusto.

Andiamo ad affrontare quest’argomento: vedremo che caratteristiche ha il cbd oil e come riconoscere un prodotto di qualità.

Che cos’è l’olio di cannabidiolo?

L’olio di cannabidiolo si estrae dalla cannabis ma non è da confondersi con l’olio di canapa.

Questo perché solo l’estratto dalla pianta e dai fiori si può definire olio di cannabis, mentre l’olio che si ottiene dalla lavorazione dei semi di canapa prende il nome di olio di semi di canapa.

Per estrarre il cbd di solito si usa dei processi chimici che servono a prelevare i cannabinoidi, terpeni e flavonoidi.

Ecco cosa contiene l’olio di cannabis light:

  • vitamine e minerali
  • acidi grassi essenziali
  • terpeni
  • flavonoidi
  • cannabinoidi

Il segreto del successo di questo prodotto sta nelle sue incredibili proprietà benefiche:

  • ha effetti benefici sul cuore e sul sistema cardiocircolatorio
  • riduce il dolore
  • contrasta depressione e ansia
  • migliora i disturbi neurologici
  • attenua i sintomi del cancro
  • combatte l’acne
  • aiuta il rilassamento
  • protegge il sistema immunitario
  • migliora la memoria
  • migliora il controllo del corpo (Parkinson ed epilessia)

Qual è la differenza fra olio di THC e olio di CBD

L’olio di THC fa parte degli estratti della cannabis terapeutica o ricreativa, viene quindi usato per scatenare effetti ricreativi o per affrontare problematiche come l’insonnia o i dolori.

L’olio di CBD viene estratto dai fiori della pianta di cannabis sativa, non ha effetti psicotropi e si usa per i motivi sopra elencati; inoltre va sottolineato che il primo è illegale mentre il secondo è legale.

Come si riconosce un prodotto di qualità

Per prima cosa assicuratevi che sia legale, ovvero il THC non deve superare lo 0,2%; inoltre bisogna fare attenzione alla qualità, metodi di coltivazione e di estrazione, additivi e livello di concentrazione di CBD.

Sono importanti anche: la corretta etichettatura, nonché i test di laboratorio e le analisi dei prodotti.

L’olio non deve contenere sostanze come sciroppo di mais, grassi trans, additivi artificiali, diluenti e conservanti geneticamente modificati, ma è fondamentale che contenga il CBD, i terpeni, i flavonoidi e i fenoli solo così possiamo ottenere davvero il massimo beneficio.

Dove trovare dei prodotti di cbd oil di qualità

Sul nostro sito potete trovare una selezione di olio di CBD di altissima qualità, estratti da piantagioni biologiche e  made in Italy. Trovate diverse concentrazioni di CBD (Cannabidiolo): 5%, 10%, 15%, 20%, 25% e 30%, tutti derivati da origini 100% naturali e vegetali.

L’olio vettore prevalentemente usato è quello di cocco, arricchito di aromi naturali come la fragola.

Gli oli sono concentrati in un dispenser da 10ml, pratico ed efficace e vengono prodotti esclusivamente in Italia presso un laboratorio, riconosciuto dal Ministero della Salute, dove si rispettano i più alti standard qualitativi HACCP e ISO 9001.

Come si usa l’olio CBD

Può essere assunto oralmente, o può essere applicato sulla pelle, in caso di acne ad esempio.

Per l’assunzione per via orale si utilizza il contagocce presente nella confezione e si applica il numero desiderato di gocce sotto la lingua, si attendono 5 minuti per l’assorbimento e poi si può bere.

Il dosaggio dipende interamente dall’effetto che si vuole ottenere, è preferibile iniziare con una piccola dose e poi nel caso aumentare; si può assumere da 1 a 3 volte al giorno.

Non sono stati registrati effetti collaterali; infatti, gli studi effettuati non hanno portato alla luce effetti nocivi secondari né in relazione al sistema nervoso centrale, né per le funzioni di base del corpo e né per l’umore.

Tuttavia, è bene fare delle raccomandazioni: se si assumono farmaci, prima di assumere le gocce il cbd oil è bene consultare il medico. Se usato in concomitanza con dei farmaci può inibirli, come nel caso del pompelmo.

Cos’è la cannabis light?

Il consumo della cannabis light, oggi, è in continua crescita: sarà per le sue proprietà benefiche, o per il suo piacevole sapore, ma il suo uso è in netto aumento.

Nonostante, sia stato già detto molto in merito alla cannabis leggera, c’è ancora troppa disinformazione: cerchiamo pertanto di fare chiarezza e di capire definitivamente cos’è la cannabis light e dove la si può acquistare.

Iniziamo col dire che la cannabis light viene ricavata dalle infiorescenze femminili della Canapa Sativa.

Che cosa differenzia la cannabis legale da quella illegale?

La cannabis light è ricca di CBD, il Cannabidiolo che non è psicogeno a differenza del THC (tetraidrocannabinolo).

Purtroppo, CBD e THC molto spesso vengono confusi, e si pensa che la canapa legale sia una droga, con effetti psicotropi, da vietare.

Affinché questa sostanza sia legale ci viene in aiuto la legge che stabilisce che: la canapa legale può contenere una concentrazione di THC non superiore allo 0,5% e quindi non ha effetti psicotropi.

Cannabis light e cannabis terapeutica, quali sono le differenze?

Anche in questo caso c’è molta confusione: la cannabis terapeutica viene prescritta per alcune patologie specifiche.

Tale qualità di cannabis, prescritta dal medico, ha una concentrazione più alta di THC, tra il 5% e l’8%.

Tra le patologie per cui è prescrivibile rientrano:

    • sclerosi multipla,

    • dolore oncologico e cronico,

    • perdita di peso in anoressia,

    • HIV,

    • chemioterapia,

    • glaucoma,

    • sindrome di Tourette.

Cannabis Light: quali sono gli usi consentiti della marijuana light

Secondo la legge 242, la cannabis light può essere utilizzata in campo alimentare, usando i semi per il pane, ad esempio, ma anche l’olio (i semi in particolare sono ricchi di Omega 3 e Omega 6); si può usare anche in ambito tessile e nella bioedilizia.

Quali effetti produce il cbd legale

Gli effetti del cbd sono molto diversi da quelli del THC.

Osservando quali sono le conseguenze circa l’utilizzo della sostanza legale, notiamo come in realtà sia antipsicotica perché contrasta gli effetti del THC, così la minima percentuale presente non è in grado di causare problemi.

Tra i benefici riscontrati nell’uso del CBD rientrano:

    • antidepressivo,

    • antistress,

    • antispastico,

    • antiemetico,

    • antiossidante,

    • neuroprotettivo,

    • antidolorifico,

    • antibatterico,

    • antiflogistica.

A questo punto è normale chiedersi se tutti possono utilizzarla.

La risposta è sì: ad esempio se si soffre di insonnia, quando si è stressati e non si riesce a rilassarsi se può far uso perché il cbd non causa ansia; oppure in caso di infiammazioni e patologie infiammatorie, soprattutto se causano dolori (come la fibromialgia o l’artrite e l’emicrania), o ancora per stimolare l’appetito e placare il vomito.

Quando non si deve assumere il CBD

In generale, l’uso della cannabis light è sconsigliato in gravidanza, allattamento o se si soffre di patologie cardiache; è inoltre da evitare l’assunzione in corrispondenza ad antibiotici o antidepressivi perché tende a diminuirne l’effetto.

Inoltre, se si soffre di pressione bassa occorre fare attenzione; fumarla non crea gli stessi effetti nocivi del tabacco ma può causare problemi respiratori e cardiaci.

L’ideale sarebbe farsi una bella tisana o gli estratti: esistono anche alle bevande alla canapa oppure delle essenze per l’aromaterapia.

Cannabis legale e la legge in Italia

Come già citato, In Italia la coltivazione della canapa è regolamentata dalla legge 242 del 2016.

La percentuale di THC è fissata allo 0,5%.

Attenzione però: la coltivazione può avvenire solo da un seme che è stato prima certificato.

Questo serve ad ottenere la piena tracciabilità del prodotto.

La controversia riguarda la commercializzazione: vendere prodotti a base di cannabis light è spesso visto come “vendita di stupefacenti” pertanto capita molto spesso che la vendita sia bloccata temporaneamente o messa in discussione.

Nel 2019, ad esempio, la Corte di Cassazione ha dichiarato illegali la gran parte dei prodotti derivati dalla canapa tranne i prodotti per la bioedilizia, per la cosmetica o per l’abbigliamento.

Dove si compra l’erba legale?

In Italia si possono trovare alcuni negozi di canapa che purtroppo spesso hanno vita breve.

Esistono tuttavia portali certificati on line di erba legale, dove è possibile acquistare la cannabis.

Sul nostro portale cbdcollection.it, potrete trovare una vasta gamma di prodotti tutti tracciati e certificati e ricevere assistenza non solo per quanto riguarda le fasi di acquisto, ma anche per ricevere preziosi consigli su quale tipologia acquistare soprattutto per chi è alle prime armi.

L’Hashish, il principale derivato della Cannabis

Hashish CBD fumo di cannabis light

In questo articolo andremo ad approfondire uno dei sottoprodotti della Cannabis più famosi e scopriremo cos’è l’Hashish e come viene prodotto, sia nella sua versione originale, sia nella versione di Hashish CBD ottenuta dalle piante di Canapa Light.

L’hashish è un derivato della marijuana che si ottiene dalla separazione dei tricomi dalle infiorescenze della pianta di cannabis. I tricomi sono quelle piccolissime strutture presenti sulla superficie delle cime e che contengono i componenti più importanti della pianta di Canapa: resina, Terpeni, Cannabinoidi e tutte le altre molecole che tanto sono care agli amanti della Cannabis.

La semplicità e i bassi costi dei processi di estrazione ne fanno il derivato più apprezzato ed utilizzato al giorno d’oggi, sia nella versione originale, sia nella versione di Hashish CBD.

Storia dell’Hashish

Possiamo ritrovare le prime testimonianze della produzione ed utilizzo di hashish oltre 1000 anni fa, nella cultura araba. Tra i riferimenti letterari che testimoniano il consumo di Hashish ricordiamo “Il racconto del mangiatore di hashish” dei 1001 racconti arabi: la storia di un uomo che ha sperperato tutti i suoi soldi per le donne e consumava hashish per sognare di riacquisire la sua ricchezza.

L’hashish si fece conoscere in Europa attraverso le testimonianze di Marco Polo, famoso esploratore delle zone dell’Asia, che confermò l’utilizzo di Hashish tra i persiani, e in particolare riportò le storie degli Hashashin. Questi altro non erano che assassini e mercenari che fumavano hashish prima di andare in battaglia al fine di inibire la paura e la sensazione del dolore.

L’utilizzo in Europa crebbe a seguito delle campagna d’Egitto, quando molti soldati entrarono in contatto con questo derivato e ne riportarono gli effetti in patria. Al giorno d’oggi, l’uso in Europa è diventato così massivo da rendere questa regione il maggior consumatore di Hashish al mondo.

I primi studi medici

Ci sono alcuni rapporti, dall’inizio del XIX secolo, sull’uso della cannabis da parte di medici europei, tuttavia, l’effettiva introduzione della cannabis e dell’Hashish nella medicina occidentale avvenne a metà del XIX secolo attraverso le opere di Willian B. O’Shaughnessy, un medico irlandese, e dal libro di Jacques-Joseph Moreau, uno psichiatra francese.

O’Shaughnessy prestò servizio in India con gli inglesi per diversi anni e stabilì il suo primo contatto con l’uso di cannabis in quel paese. Studiò la letteratura sulla pianta e descrisse molti preparati popolari, valutando la sua tossicità negli animali e, successivamente, testando il suo effetto su pazienti con diverse patologie. Nel 1839 pubblicò l’opera: “On the preparations of the Indian canapa, o gunjah”, che, nel primo paragrafo, stabilisce un panorama dell’uso delle piante:

“Gli effetti narcotici della canapa sono popolarmente conosciuti nel sud dell’Africa, Sud America, Turchia, Egitto, Medio Oriente asiatico, India e nei territori adiacenti di Malese, Birmania e Siamese. In tutti questi paesi la Canapa viene utilizzata in varie forme, dai dissipati e dai depravati, come pronto agente di una piacevole intossicazione. Nella medicina popolare di queste nazioni, lo troviamo ampiamente impiegato per una moltitudine di affetti. Ma nell’Europa occidentale, il suo uso sia come stimolante che come rimedio è ugualmente sconosciuto ”.

Sir. William Brooke O’Shaughnessy – On the preparations of the Indian hemp, or gunjah (Cannabis Indica), their effects on the animal system in health, and their utility in the treatment of tetanus 6 and other convulsive disorders

Nel suo libro, O’Shaughnessy descrive vari esperimenti umani di successo utilizzando preparati di cannabis tra cui l’Hashish per reumatismi, convulsioni e principalmente per spasmi muscolari di tetano e rabbia.

Tecnica di produzione

Sono diverse le tecniche di produzione dell’Hashish e la produzione avviene oramai in tutto il mondo, ma la patria di questo derivato di Cannabis è indiscutibilmente il Marocco. Ai piedi della catena montuosa del Rif, esiste infatti uno dei maggiori centri di produzione di hashish del mondo: Issaguem, maggiormente conosciuta come Ketama. Una cittadina di poco più di 1500 abitanti, sulle cui alture cresce spontaneamente la canapa. Da queste piante si dice che provenga l’Hashish con il miglior sapore e le migliori qualità.

Ma come viene prodotto? Iniziamo con il dire che il distaccamento dei tricomi genera una polvere simile a sabbia molto fine e chiamata Kief. L’Hashish non è che il risultato della lavorazione del Kief attraverso tecniche che prevedono l’aumento di temperatura e pressione al fine di aumentarne la compattezza. Nella zona del Ketama l’estrazione viene fatta ancora a mano, battendo la marijuana su delle strutture simili ai tamburi. Partendo da fiori essiccati e posizionati su reti di nylon posizionate sopra dei recipienti, i produttori di Hashish procedono alla “battitura”: proprio come si farebbe con un tamburo, i fiori vengono battuti con piccole aste di legno per indurre al distaccamento dei tricomi che vengono poi raccolti nel recipiente sottostante.

Dopo la battitura e la raccolta, il Kief viene riscaldato con il fine di “attivare” i composti e di compattarlo sotto forma di “panette”, sfere o cilindri.

Principali differenze tra Hashish e fiori di Cannabis

Nonostante entrambi provengano dalla stessa pianta e vengano consumati spesso nelle stesse modalità, Hashish e erba differiscono per un aspetto importante. Trattandosi di un prodotto derivante da una lavorazione e come tutti i prodotti di estrazione, l’Hashish presenta dei valori di cannabinoidi molto maggiori, in particolare il THC può arrivare fino al 50-60%. Per coloro che ne fanno un utilizzo prettamente ludico, questo si traduce nel fatto che per ottenere lo stesso effetto, la quantità di hashish da consumare è sensibilmente inferiore a quella di erba.

Hashish CBD

Nel mondo della Canapa Light, l’Hashish CBD ricopre un importante ruolo per coloro che apprezzano la versione “originale”. I processi di estrazione sono infatti pressochè identici, con l’importante differenza che le piante di partenza non sono quelle di marijuana, ma quelle di Canapa Sativa. Questo consente di ottenere una concentrazione di THC inferiore ai limiti di legge, ovvero inferiore allo 0.2%, privando il prodotto di qualsiasi effetto psicotropo o drogante.

Vuoi provare questo strabiliante prodotto? Trovi il nostro Hashish CBD Ketama Gold nel nostro Cannabis Light Shop!

Fonti

  • Mikuriya TH. Marijuana in medicine: past, present and futureCalif Med. 1969;
  • Aldrich M. History of therapeutic cannabis. In: Mathre ML, eds. Cannabis in medical practice. Jefferson, NC: Mc Farland; 1997;
  • Fankhauser M. History of cannabis in Western Medicine. In: Grotenhermen F, Russo E, eds. Cannabis and Cannabinoids. New York: The Haworth Integrative Healing Press; 2002;

La Charas: dal mito a oggi

Charas CBD Hashish Fumo cannabis light legale

Cos’è la Charas e come viene prodotta

Poco dopo l’esplosione del mercato della cannabis light, nel mercato si sono subito imposti prodotti derivati come Kief, Hashish CBD e Charas CBD. In questo articolo vogliamo approfondire cos’è la Charas e come viene prodotto, una delle eccellenze tra i prodotti concentrati di Cannabis.

Storicamente proveniente dalle regioni a cavallo tra India, Pakistan e Nepal, la charas è un particolare tipo di Hashish prodotta dalle infiorescenze fresche della pianta di cannabis. E’ essenzialmente costituita da una massa omogenea di resina e tricomi delle piante di cannabis e venduta sotto forma di piccole sfere o stecche.

La Charas può essere ricavata da qualsiasi varietà di Cannabis, ma le qualità migliori sono quelle prodotte nella valle di Parvati e nel Kashmir. In queste zone crescono infatti naturalmente alcune varietà autoctone di cannabis di elevata qualità e ricche di resina che si prestano perfettamente alla sua produzione. Queste zone sono diventate famose per la produzione di un particolare tipo di Charas chiamato Malana Cream, caratterizzata dall’alto valore di THC. La fama è cresciuta al punto che moltissime persone visitano ogni anno queste zone alla ricerca di queste piante per poterne gustare i particolarissimi sapori.

Origini mitologiche della Charas

La pianta di Cannabis è strettamente legata alla religione Induista. Soprattutto nelle regioni settentrionali dell’India, gli induisti attribuiscono la nascita delle piante di Cannabis a Shiva, una delle principali divinità Indù. Distrutto dal dolore per la fine dell’amore con la sua amata Parvati, Shiva estrasse un seme dalla sua coscia e lo lanciò in una vallata, dando origine alla crescita spontanea delle piante di Cannabis. Proprio per questo, la pianta di Cannabis è considerata sacra dai seguaci di Shiva, i Sadhu, monaci ascetici che rifiutano nella loro vita i legami materiali con la società moderna. Per loro, il consumo di Cannabis e in particolare della charas è uno strumento per mettersi in comunicazione con la divinità.

Produzione e lavorazione

Il processo di produzione è tanto semplice quanto prezioso e consiste nel posizionare le cime dei fiori di cannabis tra le mani strofinando i palmi reciprocamente. La frizione che si sviluppa consente il distaccamento dei tricomi e della resina e la formazione di una massa che viene poi raccolta dalle mani. La differenza sostanziale tra l’hashish e la charas è l’infiorescenza di partenza. Mentre per la produzione di hashish si utilizzano infatti infiorescenze secche, per la produzione della charas si utilizzano invece fiori freschi, appena tagliati o ancora in pianta, 2-3 settimane prima del raccolto.

Prima di iniziare la procedura, occorre lavarsi minuziosamente le mani, evitando accuratamente qualsiasi tipo di sapone/detergente chimico contenente fragranze o aromi. Si prediligono solitamente saponi naturali organici non profumati. Successivamente, si posizionano i fiori di cannabis tra le mani e si inizia il processo di estrazione. Occorre prestare attenzione alla pressione esercitata, che deve aumentare progressivamente nel tempo. La frizione che si sviluppa permette il distaccamento della resina e dei tricomi che si accumuleranno sui palmi sotto forma di una patina spessa, appiccicosa e di colore scuro. Il processo termina con la raschiatura, ovvero il distaccamento della massa raccolta dalle mani e la raccolta sotto forma di stecche o di piccole sfere.

E’ possibile ricavare la Charas da qualsiasi tipo di infiorescenza, ma per la natura del processo di estrazione, è consigliabile utilizzare varietà che presentino un alto livello di resina e di tricomi, al fine di garantirsi una produzione abbondante.

Charas CBD

L’Afghani Delicious è la Charas CBD che potete trovare nel nostro cannabis light shop è prodotta in Italia da infiorescenze accuratamente selezionate che presentano un valore di THC entro i limiti di legge. Nello specifico e rispettando la normativa riguardante i prodotti derivati, il livello di THC è inferiore allo 0.2% configurando il prodotto come privo di qualsiasi effetto drogante o psicoattivo. L’elevato valore di CBD e lo spiccato aroma pungente, fanno della nostra Charas CBD uno dei prodotti di punta e maggiormente apprezzati dai nostri consumatori.

I cannabinoidi sintetici e le loro caratteristiche

I cannabinoidi della pianta di canapa light

Cosa sono i cannabinoidi sintetici e non?

In questo articolo descriveremo le principali categorie di cannabinoidi sintetici e naturali. cercando di chiarirne le maggiori differenze.

cannabinoidi o cannabinoli sono sostanze chimiche di origine naturale, si classificano a livello chimico come terpenofenoli.

Questi principi attivi sono prodotti principalmente da piante appartenenti al genere delle cannabacee e sono i principali responsabili degli effetti benefici e ricreativi della Cannabis Sativa L.

I vari cannabinoidi sono accumunati dalla loro capacità di interagire con i recettori cannabinoidei presenti nel nostro corpo.

Cannabinoidi naturali

I cannabinoidi, inizialmente isolati da estratti di piante del genere cannabis, vengono anche nominati fitocannabinoidi (fito=pianta, di origine vegetale).

Sono stati scoperti più di 100 differenti composti appartenenti a questa famiglia, tra cui i principali:

  • CBD – cannabidiolo
  • CBDV – cannabidivarina
  • CBC – cannabicromene
  • CBG – cannabigerolo
  • CBN – cannabinolo
  • THC – tetraidrocannabinolo, uno dei pochi con i tipici effetti psicotropi della cannabis ricreativa
  • THCV – tetraidrocannabivarina

Tutti i cannabinoidi vengono sintetizzati nei tricomi, minuscole escrescenze ghiandolari cerose che si trovano sul fiore femminile della pianta. Durante la fase vegetativa viene prodotto quasi esclusivamente CBG, che viene poi trasformato, nella fase di fioritura, in tutti gli altri cannabinoidi noti.

L’unico che non deriva per via metabolica dal CBG è il CBN, formato esclusivamente per degenerazione del THC. I fattori che possono portare a tale degenerazione sono l’esposizione a fonti di calore, raggi UV, ossidazione, ecc.

Cannabinoidi endogeni

I cannabinoidi esercitano i loro effetti sulla salute interagendo con dei recettori presenti nel nostro corpo, nominati appunto recettori cannabinoidei.

Si distinguono principalmente due forme di questi recettori:

  • CB1, concentrati soprattutto a livello del sistema nervoso centrale, che mediano effetti di tipo psicoattivo, antidolorifico, rilassante, sedativo, antiemetico
  • CB2, diffusi principalmente a livello periferico e che hanno destato interesse per gli effetti antiinfiammatori senza effetti psicotropi

In base al tipo di legame e di azione che svolgono su questo recettore, i cannabinoidi si differenziano per i loro vari effetti in relazione alla loro struttura chimica.

Il fatto di aver scoperto nel nostro corpo recettori specifici per i cannabinoidi sintetizzati nei tessuti vegetali, ha fatto maturare l’idea che il corpo umano stesso li producesse per regolare funzioni biologiche interne.

Da qui la scoperta degli endocannabinoidi, prodotti dalle nostre cellule che agiscono con i recettori cannabinoidei per regolare diverse funzioni biologiche.

Tra questi ricordiamo l’anandamide ed il 2-arachidonoilglicerolo.

Cannabinoidi sintetici

Con il termine cannabinoidi sintetici facciamo riferimento a due classi di composti ben distinte:

  • Fitocannabinoidi di origine sintetica (o cannabinoidi sintetici natural-identici): in pratica cannabinoidi molecolarmente identici ai cannabinoidi prodotti nelle piante, ma che, invece di essere estratti, vengono realizzati in laboratorio tramite reazioni chimiche
  • Cannabinoidi sintetici artificiali:, prodotti anche questi in laboratorio tramite reazioni chimiche, ma con risultato composti strutturalmente e chimicamente differenti da quelli ritrovabili in natura.

Per la realizzazione di sostanze farmaceutiche e ad uso cosmetico si utilizza la prima classe di composti, mentre per la ricerca in ambito scientifico si utilizza la seconda tipologia.

Differenza tra naturale e sintetico

La differenza principale tra naturale e sintetico risiede soprattutto nelle impurezze:

Nel caso di fitocannabinoidi estratti da materiale vegetale, i principali contaminanti possono essere

  • residui di solventi d’estrazione
  • sostanze vegetali non volute nel prodotto finale (cere, lipidi, clorofilla, altri cannabinoidi non d’interesse)

Nel caso di cannabinoidi sintetizzati per via chimica, oltre a poter trovare residui di solventi sicuramente più tossici di quelli usati per semplici estrazioni, nel composto finale è possibile rinvenire anche:

  • sottoprodotti di sintesi,
  • materie prime che non hanno reagito;
  • isomeri del cannabinoide d’interesse normalmente non presenti in natura e quindi con possibile effetto farmacologico modificato.

L’altra importante differenza sono gli effetti che questi composti apportano al corpo umano:

Nel caso dei fitocannabinoidi, che hanno una storia d’impiego tradizionale molto antica, gli effetti riscontrati sono ormai noti e sfruttati in vari ambiti medici, con effetti avversi limitati e non debilitanti. Il nostro corpo è infatti “abituato” a metabolizzarli e smaltirli!

Nel caso dei cannabinoidi artificiali, gli studi scientifici condotti sono assai limitati dato che si tratta di una classe di composti scoperti solo di recente ed in continua espansione. Basta una piccola modifica alla struttura chimica per causare enormi modifiche sulla farmacodinamica del composto stesso.

I metaboliti di queste sostanze potrebbero infatti essere tossici per l’organismo o venir riconosciuti come xenobioti, o ancora peggio potrebbero avere effetti troppo forti ed incontrollabili che potrebbero portare ad effetti avversi da dover curare a vita, soprattutto a livello psicologico.

Infatti, i motivi principali che hanno portato al bando delle cosiddette “spice” erano proprio per le molte intossicazioni da parte di giovani consumatori che le utilizzavano a scopo ricreativo come surrogato legale dell’illegale marijuana naturale ad alto THC.

I nostri prodotti al CBD contengono cannabinoidi estratti da coltivazioni biologiche, di alta qualità e certificato.

Olio CBD per animali: un aiuto per i nostri amici a 4 zampe

Olio CBD animali PET - cane e gatti

Sono ormai noti i numerosi effetti benefici che gli oli al CBD hanno sull’uomo, ma sui nostri amici a quattro zampe? È possibile somministrare anche al nostro cane e gatto oli CBD per animali derivanti dalla cannabis light?

La canapa legale è sempre più utilizzata dall’uomo come rimedio naturale nella prevenzione di ansia, panico, insonnia e come antinfiammatorio. Infatti, nel corpo umano, e in tutti gli esseri viventi, è presente un sistema endocannabinoide promotore dell’omeostasi o bio-equilibrio (mantenimento di un equilibrio interno) che regola il nostro ritmo fisiologico (mangiare, dormire, rilassarsi, etc..). Poiché questo sistema è presente anche nei nostri animali domestici, si ritiene che il CBD contenuto negli Oli CBD per animali possa avere dei benefici per la cura di alcune patologie dei nostri amici a 4 zampe. Il sistema endocannabinoide è composto da recettori situati sulle membrane delle cellule del nostro corpo (recettori CB1 e CB2) e di quello degli animali; il CBD interagisce con questi recettori aiutando ad equilibrare e regolare le funzionalità del nostro corpo.

Studi scientifici

Primo promotore della cannabis sugli animali fu il Dottor Douglas Kramer, il quale utilizzò per primo la Cannabis per uso terapeutico sul proprio husky malato terminale. I risultati furono così positivi e incoraggianti da spingere molte università a fare ricerca su questo argomento.

Il College of Veterinary Medecine della Cornell University ha dimostrato che l’uso di una miscela di estratto di canapa è efficace per il dolore nei cani con osteoartrite (dolore articolare cronico)1. La stessa università sta attualmente studiando il ruolo antiproliferativo del CBD sulle cellule tumorali nei cani.

In Italia, gli studi del Dott. Roberto Chiocchetti (professore all’università di Bologna) hanno mostrato una relazione tra i cannabinoidi e i recettori dei cannabinoidi presenti nel tratto intestinale dei gatti 2. L’uso degli oli CBD per animali potrebbe quindi avere degli effetti benefici sull’infiammazione gastrointestinale dei felini. Un altro studio recente del dott. Chiocchetti sui cavalli 3 potrebbe dimostrare in futuro la correlazione tra effetti dei cannabinoidi e la gestione del dolore.

Somministrazione e dosaggio

E’ possibile aggiungere l’olio CBD direttamente sulla pietanza del nostro animale domestico. Attenti però, non tutti gli oli CBD per animali sono uguali: controllate gli ingredienti e la concentrazione di CBD, acquistate solo da fornitori riconosciuti. Puoi trovare i nostri Oli CBD per animali nel nostro Cannabis Shop online a questo link.

Il dosaggio consigliato per la somministrazione è di 1-2 gocce di Olio CBD PET 5% ogni 5Kg di peso una volta al giorno. Per apprezzarne sensibilmente gli effetti possono dover trascorrere 10-15gg: questo intervallo di tempo consente al CBD di interagire con il sistema endocannabinoide e di produrre gli effetti desiderati. Prima della somministrazione è comunque opportuno interpellare il proprio veterinario di fiducia, il quale potrà indicarvi anche il corretto dosaggio e concentrazione di olio al CBD dedicati al vostro animale domestico.

Possiamo quindi ritenere che l’olio al CBD può essere somministrato ai nostri amati animali domestici (previo consulto medico) e che potrebbe rivelarsi un valido alleato per la loro salute fisica.

Ti è piaciuto questo articolo e vuoi provare l’olio CBD per animali? Nel nostro shop online puoi trovarli nelle formulazioni al 2.5% con aroma al salmone e al 5% con aroma di arrosto!

Fonti

  1. Risultati pubblicati su Frontiers in Veterinary Science, luglio 2018 www.frontiersin.org/articles/10.3389/fvets.2018.00165/full
  2. Articolo scientifico https://link.springer.com/article/10.1007/s00418-020-01854-0
  3. Articolo scientifico http://beva.onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/evj.13305

Cannabis e tumori

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La Cannabis può davvero essere utile nella cura del cancro?
Gli studi dimostrano che la Cannabis è in grado di attenuare gli effetti collaterali delle terapie tradizionali, ed è attualmente riconosciuta e prescrivibile per l’impiego medico contro alcuni dei sintomi correlati ai tumori.
In questo articolo, esamineremo i benefici e i meccanismi d’azione dei cannabinoidi contro vari tipi di neoplasie.

Cos’è il cancro

Il cancro, detto anche neoplasia o tumore , consiste in una massa di cellule anomale che cresce in eccesso ed in modo scoordinato e spesso è in grado di invadere altri tessuti corporei, causando metastasi.
Esistono moltissimi tipi di neoplasie differenti, che rappresentano, dopo le patologie cardiovascolari, la principale causa di morte nel mondo.

Le cause del cancro

Il cancro è principalmente una malattia ambientale, siccome solo il 5-10% dei casi è attribuibile a cause genetiche, mentre il restante 90-95% a fattori ambientali.

Attualmente sono diversi i fattori ambientali riconosciuti come causa del cancro, tra questi vi sono:

  • il fumo (25-30%)
  • l’alimentazione
  • l’obesità (30-35%)
  • le infezioni (15-20%)
  • le radiazioni ionizzanti
  • lo stress
  • gli ormoni
  • la mancanza di attività fisica
  • gli inquinanti ambientali.

È quasi impossibile dimostrare ciò che ha causato un tumore in un singolo individuo, in quanto nella maggior parte dei casi vi è una compartecipazione di più cause possibili.

Cure tradizionali contro il cancro

Siccome è una malattia molto eterogenea, combatterla terapeuticamente è una sfida estremamente difficile; infatti la prognosi per questa patologia è tra le peggiori, in quanto circa la metà delle persone in cura per il cancro invasivo muoiono per causa di quest’ultimo o per via del trattamento.

Coloro che sopravvivono hanno un rischio doppio di sviluppare un secondo tumore rispetto a coloro a cui non è mai stato diagnosticato, e questo è dovuto sia ai precedenti fattori di rischio, non ancora eradicati, sia per gli effetti avversi della terapia stessa, che anche per le molteplici analisi invasive di screening.

I trattamenti ad oggi impiegati e ritenuti come “efficaci” dalla medicina tradizionale sono chirurgia, chemioterapia, radioterapia e cure palliative. Tutti questi presentano ovviamente effetti indesiderati, a volte anche più debilitanti della patologia stessa, e non assicurano la completa eliminazione del tumore e delle relative metastasi.

Nonostante diversi rimedi alternativi siano in via di sviluppo, ed alcuni di essi abbiano dato dei risultati molto promettenti (come terapia laser, risonanza magnetica focalizzata, trattamento con ultrasuoni, immunoterapia), il loro impiego attuale è limitato da alcuni vincoli, come i costi proibitivi, la necessità di macchinari specifici di scarsa diffusione, la necessità di più approfondite prove cliniche.

Determinati estratti botanici si sono dimostrati efficaci in studi scientifici preliminari contro i tumori, tra cui la Cannabis.

Marijuana e cancro

La marijuana terapeutica è attualmente riconosciuta e prescrivibile per l’impiego medico contro alcuni dei sintomi correlati ai tumori e/o agli effetti avversi delle terapie tradizionali.

La cannabis è ormai nota e trova sempre più largo impiego come:

  • antinausea ed antiemetico, causati da radioterapia e chemioterapia
  • stimolante dell’appetito, contro cachessia, anoressia nervosa e come coadiuvante nelle terapie oncologiche
  • antidolorifico, sia locale che per dolori neuropatici, anche nei dolori cronici refrattari alle terapie convenzionali
  • rilassante, sedativo e per migliorare l’umore, con risvolti positivi anche sul sistema immunitario

Proprio per questo motivo la cannabis light è un’ottima candidata, siccome con un solo composto è possibile trattare varie problematiche indotte sia dalla malattia che dai chemioterapici.

Anche se gli effetti antinausea ed antidolorifici della cannabis sono ormai ben documentati, i suoi effetti anticancro, invece, sono ancora da comprovare a livello clinico.

Tuttavia, i risultati si sono mostrati molto promettenti, anche più di alcuni farmaci attualmente utilizzati, senza però presentarne i relativi effetti avversi.

Effetti e meccanismi d’azione della Cannabis

I principi attivi della cannabis maggiormente studiati in questo ambito sono CBD (Cannabidiolo, non psicoattivo, contenuto nella cannabis light) e THC (tetraidrocannabinolo, psicotropo euforizzante, contenuto nella marijuana).

I principali effetti e meccanismi d’azione degli estratti di Cannabis, riscontrati in laboratorio contro vari tipi di neoplasie sono:

  • i cannabinoidi riducono il tasso di crescita dei tumori e possono scatenarne meccanismi di morte cellulare programmata, tramite il legame con i recettori CB1 e CB2
  • CBD e THC causano una drammatica regressione di tumori tipo gliomi, in test sui topi
  • I vari cannabinoidi contenuti negli estratti di cannabis possono ridurre le dimensioni dei tumori ed aumentare l’aspettativa di vita dei topi che ne erano malati
  • Il THC induce l’apoptosi (“suicidio” cellulare) nelle cellule tumorali senza esprimere effetti neurotossici o citotossici verso le cellule sane
  • Il CBD limita la migrazione e la proliferazione dei tumori, inibendo i recettori VDCA1 localizzati nei mitocondri, centrale energetica della cellula
  • I cannabinoidi sono antiangiogenici, ostacolando la formazione dei vasi sanguigni che alimentano le cellule tumorali
  • Il CBD, agendo sui recettori CB2 ha un effetto antiinfiammatorio ed immunomodulante, risultando efficace anche in forme di leucemia molto aggressive
  • I cannabinoidi velocizzano i processi di “pulizia interna” della cellula, tramite un meccanismo chiamato autofagia, permettendo anche l’eliminazione di cellule malfunzionanti e/o anomale
  • La natura lipofila dei cannabinoidi li rende in grado di oltrepassare la barriera ematoencefalica, risultando efficace anche nel cervello, dove altri farmaci non riesco ad arrivare
  • Il CBD, antagonizzando i recettori MRP1 (multi-drug resistance protein 1), SLC29A1 e CDw338, è in grado di contrastare i meccanismi di resistenza tumorale contro i più comuni chemioterapici, ed amplifica quindi l’efficacia di quest’ultimi;

In conclusione

Anche se questi effetti sono in via sperimentale, si è notata la tendenza per una maggiore efficacia verso gli estratti di cannabis contenenti vari cannabinoidi rispetto che usando i singoli composti isolati.

Inoltre, gli effetti riscontrati sono dose-dipendente.
Questi risultati preliminari, per quanto promettenti, necessitano di ulteriori approfondimenti, sia per confermare gli effettivi benefici clinici, che per trovare le dosi più opportune.

Tuttavia, resta confermato come la Cannabis possa essere, se non la cura, almeno un buon palliativo per contrastarne la maggior parte degli effetti avversi e permettere ai malati oncologici di poter continuare a vivere una vita dignitosa anche durante il trattamento.

Fonti

Preparati galenici a base di cannabis

Preparati galenici cannabis light e cbd

Cosa sono i preparati galenici?

Il termine galenico deriva da Claudio Galeno, medico dell’antica Grecia che tra il secondo ed il terzo secolo D.C. divenne noto per la pratica di comporre farmaci miscelando varie erbe medicinali a concentrazioni opportune, adattate al singolo malato.

Diversamente da quanto avveniva fino a pochi secoli fa, oggi per farmaci galenici (o preparati galenici, o preparazioni galeniche) si intendono i medicinali realizzati nel laboratorio di una farmacia o di
una parafarmacia, secondo le norme di buona preparazione.

Si distinguono due tipologie di preparati galenici:

  • Preparato galenico magistrale o formula magistrale, realizzato in base ad una prescrizione medica magistrale, destinato ad un determinato paziente.
  • Preparato galenico officinale o formula officinale, preparato autonomamente dal farmacista secondo la Farmacopea di un paese membro dell’Unione europea e destinato a essere dispensato direttamente ai pazienti che si servono in tale farmacia.

Dal momento che attualmente in farmacopea non sono ancora disponibili monografie ufficiali in merito alla cannabis a cui far riferimento, sono disponibili solo preparazioni magistrali, allestibili solo dietro ricetta medica.

Vie di somministrazione

Al momento la cannabis light viene somministrata principalmente attraverso tre vie:

  • Orale, ad azione più lenta ma più duratura, con media biodisponibilità sia per il primo metabolismo epatico subito dal preparato ingerito, che in base al vettore di estrazione/somministrazione usato.
  • Inalatoria, ad azione più rapida ma meno duratura, con alta biodisponibilità in caso di vaporizzazione, che va diminuendo se il prodotto viene fumato (la combustione degrada parte dei principi attivi, oltre che il possibile danno causato dai sottoprodotti della combustione). Non subisce il primo metabolismo epatico in quanto entra direttamente nel flusso ematico attraverso i polmoni.
  • Topica, ad azione localizzata e meno sistemica, siccome agisce principalmente nei pressi del sito di applicazione e solo una minima parte entra nel flusso sanguigno, per questo ha anche una bassa biodisponibilità nonostante non subisca il primo metabolismo epatico.

Quali preparati galenici si possono acquistare in farmacia?

La cannabis può essere dispensata solo in farmacia, dietro ricetta medica e consegnando al paziente il prodotto già finito, porzionato e pronto all’uso. Considerando le possibili vie di somministrazione, la cannabis può essere dispensata nei seguenti formati:

Orale:

  • cartine / buste filtro per decozione (tisane, decotti, infusi)
  • capsule di cannabis micronizzata (apribili per decozione)
  • capsule con estratto decarbossilato
  • estratti di cannabis in olii alimentari (oleoliti, Cannabis Olive Oil)
  • estratto di cannabis con alcool etilico (tinture madri, estratti idro-alcolici, resine, Rick Simpson’s Oil o FECO)
  • estratto in CO2 supercritica
  • estratti glicolici/glicerici
  • compresse alla cannabis
  • dolciumi medicali alla cannabis (cioccolatini, chewingum)

Inalatoria:

  • cartine per vaporizzazione
  • estratti alcolici evaporati (resine, concentrati)
  • estratto in CO2 supercritica
  • estratti glicolici/glicerici
  • estratti per sigarette elettroniche (eCig)

Topica:

  • tutti gli estratti sopracitati inseriti in una formulazione dermocosmetica
  • supposte anali con estratto di cannabis
  • ovuli vaginali con estratto di cannabis
  • creme a base di cannabis
  • colliri a base di cannabis
  • gel transdermico alla cannabis

Come scegliere il preparato galenico più adatto

Per scegliere il preparato più adatto alle proprie esigenze è sempre meglio farsi consigliare al medico curante e prescrittore.

Tendenzialmente, per dolori cronici localizzati è buona cosa utilizzare un rimedio topico, da applicare sulla zona interessata, preferibilmente accostato ad un prodotto orale/inalatorio. Questo per unire l’effetto immediato nei pressi della problematica, ad un effetto antidolorifico/ anti-infiammatorio generale.

Per patologie che non colpiscono un distretto corporeo ben definito, si sceglie il metodo di assunzione in base alla durata della problematica stessa. Ad esempio, in caso di un’emicrania dal carattere passeggero si preferirà la vaporizzazione, in quanto agisce nell’immediato, senza esplicare ulteriori effetti secondari nell’arco della giornata.
Diversamente, nel caso di patologie croniche e costanti durante la giornata, come la spasticità dovuta a malattie neurodegenerative, si preferirà l’assunzione orale, per effetti più duraturi nell’arco della giornata, ricorrendo all’assunzione inalatoria solo nei casi di bisogno immediato.

La posologia da impiegare è un discorso più complesso, siccome dipende da molti fattori, tra cui sesso, età, corporatura, metabolismo e stile di vita. Proprio per questo motivo è sempre consigliabile partire da dosaggi più bassi; tuttavia il vostro medico di fiducia saprà consigliarvi la meglio.

Fonti

  • https://www.farmagalenica.it/vendita-cannabis-terapeutica-in-farmacia-situazione-2020/
  • https://ordinefarmacisti.torino.it/?p=2342
  • https://www.regione.veneto.it/web/sanita/erogazione-preparazioni-galeniche-a-base-di-cannabis https://beleafmagazine.it/2019/07/28/i-preparati-galenici-della-cannabis-terapeutica-intervista-ad-un-farmacista-specializzato/
  • https://www.sifoweb.it/images/pdf/eventi-ed-ecm/corsi- nazionali/2017/11._Preparazioni_a_base_di_Cannabis_aspetti_pratici_e_criticit%C3%A0_PUGLISI.pdf
  • http://www.fofi.it/ordinevt/doc/documento2081526.pdf
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Farmaco_galenico#:~:text=Per%20farmaci%20galenici%20(o%20preparati, farmacia%2C%20o%20di%20una%20parafar macia.
  • https://www.my-personaltrainer.it/integratori/galenico.html
  • https://www.farmagalenica.it/cannabis-sativa-bedrocan-farmaco-galenico-farmacia/